• 1 Dal pregiato frutto della nostra terra
  • 2 Molito con macine in pietra
  • 3 Otteniamo un olio di assoluta qualità

L' Ulivo nella Storia dell'Uomo

La coltivazione di queste piante ebbe inizio nei paesi del Mediterraneo orientale. Cinquemila anni fa, in questa zona, la produzione ed il commercio dell'olio divennero una fra le principali risorse economiche. Grazie all'opera dei Micenei, dei Fenici, dei Greci e dei Romani l'olivo giunge ad essere una delle principali colture agricole del Mediterraneo. L'ulivo venne travolto dalla crisi politica, economica e militare dettata dalla caduta dell'Impero Romano e l'olio tornò ad essere un elemento raro, prezioso e riservato ad usi religiosi o a pochi privilegiati. Dal Medio Evo, attraverso i secoli, si sono consolidate le tradizioni delle grandi aree oleicole di oggi e l'albero di ulivo è tornato ad essere uno degli elementi più importanti del paesaggio mediterraneo. L'ulivo raggiunge molto anticamente la Grecia e già cinquemila anni fa gli abitanti di Creta e del Peloponneso si nutrivano di cibi cotti in olio d'oliva. Quattromila anni fa Minosse di Creta e poi i re micenei furono grandi produttori di olio, che commerciarono in Italia meridionale, in Sicilia e Sardegna. Ad Atene, l'olivo, gode di una considerazione eccezionale: l'albero piantato sull'Acropoli dalla stessa Dea Atena è il simbolo della città, ne incarna la sopravvivenza e la prosperità. L'olio di oliva ha alimentato i lumi nei templi egizi del Dio Ra, nel Tempio di Salomone a Gerusalemme, nelle chiese e nelle moschee. È stato considerato sacro agli dei fenici, ittiti, greci prima ancora che nelle grandi religioni monoteistiche.

Verso il Cristianesimo

L'ulivo ha da sempre rappresentato uno dei simboli più diffusi ed importanti, sia nelle celebrazioni liturgiche, che come simbolo portatore di pace. Ricordate la sua presenza nel mito cristiano? Risale alle prime pagine della Bibbia, quando Noè, dopo la lunga navigazione sulle terre allagate dal diluvio universale, riceverà dalla colomba un rametto di ulivo, a testimonianza che le terre, stavano piano piano riaffiorando. Anche nel Vangelo l'ulivo ha una parte considerevole. Lo testimonia l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, salutato dalla popolazione festante che porta in mano rametti d'ulivo. Ancora oggi, i cristiani, ricordano tale evento attraverso il dono dei rametti d'ulivo nel giorno della domenica delle Palme. E sarà proprio in un campo di ulivi, il Getsemani, poco distante dalla città vecchia di Gerusalemme, che si consumerà l'ultima giornata di Gesù da libero prima del tradimento di Giuda. Questo luogo esiste ancora oggi ed è meta di molti pellegrinaggi. Pare, infatti, che quello del Getsemani sia l'uliveto più antico del mondo.

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